ULTIME INIZIATIVE

L' Associazione Valentina porta avanti, con impegno e dedizione, diverse iniziative atte a tutelare i diritti sociali delle persone con disabilità.

DIRITTO ALLA VITA

ASSOCIAZIONE VALENTINA MOVIMENTO DI RIVOLUZIONE...

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Le tre “P” DI PAPA FRANCESCO  : Poveri , Perdono e Pace.

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LA STORIA DI ASSOCIAZIONE VALENTINA

[audio:Video ufficiale associazionevalentina.it.MP3] Inno Ufficiale del’Associazione Valentina

Una coraggiosa denuncia ma anche una documentata richiesta di interventi che possano garantire a tutti quel minimo vitale richiesto alla specificità dei bisogni nel rispetto delle pari opportunità per tutti

La storia di Valentina Valenti inizia il 22 settembre del 1988, quando frequenta l’ultimo anno di liceo nella scuola “Augusto Righi” di Roma.
Nell’ora di educazione fìsica, mentre esegue un pericoloso esercizio ginnico, subisce una caduta e riporta la lesione del midollo spinale all’altezza della quarta e quinta vertebra cervicale, con l’esito immediato ed irreversibile di paralisi completa dei quattro arti (tetraplegia).

Si configurano immediatamente le responsabilità in ordine alle strutture ed all’operato dell’insegnante di educazione fìsica e si avvia su iniziativa della Valentina Valenti un procedimento giudiziario per risarcimento del danno biologico nei confronti dell’insegnante, del provveditore di Roma e del ministero della pubblica istruzione. Trascorrono alcuni anni e Valentina sperimenta sulla propria pelle cosa significhi la totale impossibilità di movimento anche per i bisogni più elementari e quotidiani; comprende che il suo bisogno di autonomia è frustrato dal non uso delle mani e che pertanto, senza l’aiuto degli altri, la sua condizione è simile a quella di una bambina, con in più il peso che un situazione come la sua costituisce per la famiglia e per chi le sta accanto. Si iscrive alla facoltà di giurisprudenza, fa diversi esami, non rinuncia alla terapia riabilitativa (metodo Woida e nuoto), ma intanto continua a pensare nella sua solitudine a come affrontare il problema per sé e per gli altri che sono nelle sue medesime condizioni. Comprende che l’istinto vitale è forte a morire, ma può essere spento del tutto dalla condizione di abbandono in cui un tetraplegico, con paralisi completa dei quattro arti, viene inevitabilmente a trovarsi. La sola via d’uscita è l’assistenza continua di persone specializzate per i suoi bisogni Si tratta di affermare un diritto elementare alla vita, alla libertà di movimento, all’autonomia sancito dalla costituzione. Decide quindi di dedicare le sue energie alla realizzazione di un progetto a tutela dei tetraplegici e dei gravissimi. Ha scoperto sulla sua pelle che non esiste in Italia alcuna garanzia di assistenza per i tetraplegici e per i gravissimi e che le norme della legge quadro n.104 sui gravissimi, affidate alla discrezionalità degli enti locali, sono regolarmente eluse.

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